Vaccinazioni effettuate all’estero e greenpass

VACCINAZIONE ANTI COVID-19 EFFETTUATA ALL’ESTERO AI FINI DELLA EMISSIONE DELLA CERTIFICAZIONE VERDE COVID-19 (“Green pass”)

  • Persone vaccinate all’estero con un vaccino autorizzato EMA/riconosciuto in Italia

Le vaccinazioni effettuate all’estero con i vaccini usati anche in Italia (Ministero della salute, circolare 4 agosto 2021)

  • Comirnaty (PfizerBioNtech);
  • Spikevax (Moderna);
  • Vaxzevria (AstraZeneca);
  • COVID-19 Vaccine Janssen (Janssen-Johnson & Johnson).

o con i seguenti vaccini riconosciuti come equivalenti (Ministero della salute, circolare 23 settembre 2021):

  • Covishield (Serum Institute of India), prodotto su licenza AstraZeneca
  • R-CoVI (R-Pharm), prodotto su licenza AstraZeneca
  • Covid-19 vaccine-recombinant (Fiocruz), prodotto su licenza AstraZeneca.

sono considerate valide ai fini dell’emissione della Certificazione verde COVID-19.

Le certificazioni di vaccinazione rilasciate dalle autorità sanitarie nazionali competenti estere, a seguito di vaccinazione con vaccini autorizzati da EMA o con i vaccini equivalenti di cui sopra, sono considerate come equipollenti alla certificazione verde COVID-19 per le finalità previste dalla legge.

Per permettere l’emissione della Certificazione verde COVID-19 le persone interessate cittadine italiane o iscritte al SSN devono far registrare all’ATS di competenza territoriale il certificato vaccinale estero. Per farlo devono

recarsi presso l’ATS o compilare i moduli previsti sui siti delle singole ATS e presentare/allegare

  • un documento di riconoscimento e l’eventuale codice fiscale
  • il certificato vaccinale rilasciato dall’Autorità Sanitaria estera che, per essere registrato in Italia, deve riportare i seguenti contenuti:

- dati identificativi del titolare (nome, cognome, data di nascita);

- dati relativi al/ai vaccino/i (denominazione e lotto);

- data/e di somministrazione del/dei vaccino/i;

- dati identificativi di chi ha rilasciato il certificato (Stato, Autorità sanitaria).

Le certificazioni vaccinali, in formato cartaceo e/o digitale, dovranno essere redatte almeno in una delle seguenti lingue: italiano; inglese; francese; spagnolo; tedesco.

Nel caso in cui il certificato non fosse stato rilasciato in una delle cinque lingue indicate è necessario che venga accompagnato da una traduzione giurata.

La validità dei certificati vaccinali è la stessa prevista per la certificazione verde COVID-19 (Certificato COVID digitale dell’UE) emessa dallo Stato italiano.

In caso di richiesta di emissione di certificazione verde COVID-19 a seguito di completamento del ciclo vaccinale con una sola dose dopo guarigione, il richiedente dovrà presentare la documentazione di cui sopra e il certificato di guarigione rilasciato dall’Autorità Sanitaria estera che riporti i seguenti contenuti: - dati identificativi del titolare (nome, cognome, data di nascita); - informazioni sulla precedente infezione da SARS-CoV-2 del titolare, successivamente a un test positivo (data del primo tampone molecolare positivo); - dati identificativi di chi ha rilasciato il certificato (Stato, Autorità sanitaria). Il certificato, in formato cartaceo e/o digitale dovrà essere redatto in italiano; inglese; francese; spagnolo; tedesco e caso di altra lingua dovrà essere accompagnato da una traduzione giurata.

[Nota di Caritas: si è in attesa di ulteriori indicazioni per gli stranieri non iscritti al SSN]

  • Persone vaccinate all’estero con un vaccino non autorizzato EMA/riconosciuto in Italia

Tutti i vaccini che hanno nomi diversi da quelli scritti sopra al momento non sono ritenuti pienamente efficaci in Italia.

Per ottenere la massima copertura vaccinale e la Certificazione verde COVID-19 (Ministero della salute, circolare 4 novembre 2021)

Se vaccinati negli ultimi 6 mesi (entro 180 giorni)

Le persone vaccinate all’estero con un vaccino non autorizzato da EMA (Agenzia europea per i medicinali) possono/devono ricevere una dose di richiamo “booster” con vaccino a m-RNA (Comirnaty o Spikevax), a partire da 28 giorni e fino a un massimo di 6 mesi (180 gg) dal completamento del ciclo primario.
Il completamento di tale ciclo vaccinale integrato è riconosciuto come equivalente.

I cittadini, maggiori di 18 anni, vaccinati all’estero con un vaccino non autorizzato EMA, possono accedere ai centri vaccinali con accesso diretto (senza prenotazione) portando con sè

  • un documento di riconoscimento
  • il Codice Fiscale italiano oppure il Codice Univoco ad 11 cifre emesso dalla Prefettura o il Codice STP, se posseduti.
  • Il/i certificati vaccinali del ciclo effettuato con vaccino non EMA contenente i dati identificativi del vaccinato, i dati relativi al vaccino, data/e di somministrazione del vaccino, dati indentificativi di chi ha rilasciato il certificato (Stato, Autorità sanitaria). I certificati devono essere in formato cartaceo e redatti in Italiano oppure in Inglese, Francese, Tedesco o Spagnolo. Nel caso in cui il certificato non sia stato rilasciato nelle lingue indicate in precedenza dovrà essere accompagnato da una traduzione certificata.

La dose booster genera un green pass valido 12 mesi.

Se vaccinati da più di 6 mesi (oltre i 180 giorni)

Superato il termine massimo di 6 mesi dal completamento del ciclo primario con vaccino non autorizzato da EMA, così come in caso di mancato completamento del ciclo, occorre procedere con un ciclo vaccinale primario completo con vaccino a m-RNA.

In questo caso è necessario procedere con la prenotazione attraverso il portale regionale https://prenotazionevaccinicovid.regione.lombardia.it/  (se si possiede il Codice Fiscale italiano oppure il Codice Univoco ad 11 cifre emesso dalla Prefettura o il Codice STP) oppure attraverso il numero verde regionale 800894545 (che oltre a fissare la data della prima vaccinazione, genera un codice STP valido solo per la vaccinazione).

La somministrazione della prima dose m-RNA determina l’emissione, dopo 12 giorni, del green pass di prima dose valido dal 15° giorno dalla data di prima somministrazione e fino alla data prevista per la dose successiva.